-
Inserito il: 19 Jun 2011 23:35
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 21812
Data di Iscrizione: Feb 2009 -
se ne è parlato in molti topic....
notizia di questi giorni:
Cuccioli dall’est: tutti i particolari e le foto del sequestro di Varese della Forestale. Allarme nuovi arrivi dalla Slovacchia
Coinvolti italiani e slovacchi, grossisti e negozi di animali - le tappe del furgone e le collaborazioni con le polizie estere.
GEAPRESS – C’è una complessa attività d’indagine dietro l’ultimo sequestro di cuccioli importati illegalmente dall’est avvenuto a Vergiate, in provincia di Varese. Attività investigative connesse ad altre, controlli incrociati, in special modo sulle importazioni di animali degli stessi esercizi commerciali, collaborazioni con le polizie estere. Tutto questo e molto altro dietro il sequestro del furgone con targa slovacca carico di cuccioli.
Il furgone era partito dalla Slovacchia da una nota ditta. Destinazione Italia. Quello che gli organizzatori del traffico illegale non potevano immaginare è che quel viaggio era attenzionato dalla Forestale italiana.
Il furgone, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe fatto una prima tappa a Portogruaro (VE) dove sarebbe stato consegnato un primo scarico di cuccioli ad un negozio di animali. Quindi il mezzo si sarebbe diretto a Galzignano Terme (PD) dove ci sarebbe stata un’altra sosta. In questo caso però non sarebbero stati consegnati cuccioli bensì sarebbero stati prelevati documenti per i cani. Quindi la terza tappa a Vergiate, in provincia di Varese. Ma qui prima della consegna ad un negozio di animali, la sorpresa. Gli agenti del Corpo Forestale dello Stato specializzati in maltrattamento di animali e appositamente formati sul traffico di cuccioli. Ore 23:40, fine del viaggio. Le ultime due tappe erano in provincia di Torino: neanche a dirlo…la consegna era per due negozi di animali.
Un viaggio massacrante, e come emerge dalle indagini tutt’ora in corso, senza soste. I 32 cuccioli di Carlino, Chevalier King, Pinscher, Spitz, Maltese, Yorkshire e Cocker rinvenuti dentro il furgone si trovavano in condizioni igienico sanitarie decisamente precarie. Gli animali, visitati da un veterinario intervenuto al momento del sequestro, sono risultati affetti da gravi patologie e con gravi difficoltà respiratorie. Un vero viaggio della sofferenza.
La frode potrebbe rilevarsi già nei documenti, anch’essi sequestrati. Infatti, nelle carte relative agli animali non solo veniva indicata un’età di 3 mesi e 21 giorni, ma anche un data di nascita incredibilmente uguale per tutti i cani. In realtà, i cuccioli avevano un’età compresa tra i 50 e i 60 giorni. Altresì nei documenti era indicata la obbligatoria vaccinazione antirabbica, che si può fare a partire dal 90° giorno d’età. Per risalire alla data di nascita dei cuccioli gli inquirenti hanno disposto anche dei prelievi ematici. Da questi infatti è possibile trovare tracce del vaccino effettuato. I cuccioli troppo piccoli non trattengono il vaccino, quindi dalle risultanze degli esami ematici è possibile avere conferma della giovane età degli animali.
La ditta slovacca a cui appartiene il furgone è stata “pizzicata” altre volte in passato, ma con carichi misti. In genere solo una piccola parte dei cuccioli erano d’importazione irregolare. Forse un escamotage per non avere sequestrato il mezzo di trasporto. Un elemento che ancora di più avvalora la tesi di come il commercio legale spesso faccia da copertura a quello illegale.
Gli inquirenti sottolineano come ancora una volta la testa dell’organizzazione sia italiana, e che spesso, poi, il traffico di cuccioli continui dall’Italia alla Spagna, passando per la Francia ad opera degli stessi italiani.
La Forestale sottolinea come comincia a realizzarsi una importante collaborazione tra i diversi paesi coinvolti in questo genere di commercio illegale. Con l’Ungheria, la Polonia ma soprattutto con la Slovacchia c’è una collaborazione fattiva che ha già portato, ad esempio, al ritiro della licenza ad alcuni medici veterinari compiacenti.
Ma la novità più importante è rappresentata da una normativa sanitaria slovacca, voluta proprio per scoraggiare tale tipo di traffico. Secondo questa normativa i cuccioli degli allevamenti dovranno obbligatoriamente essere microchippati al 60° giorno di età. La norma sarà valida da fine giugno, cosa che sempre secondo la Forestale, ha messo in allarme i trafficanti di cuccioli che prima della sua entrata in vigore, nonostante il periodo estivo sia quello meno redditizio per la vendita, stanno incrementando i viaggi.
Il trasportatore è stato denunciato per i reati di maltrattamento di animali, frode in commercio, concorso nel reato e falso ideologico. Un bel carico di reati pagati all’autista, come avrebbe dichiarato lo stesso agli inquirenti, 800 euro per tre viaggi al mese.
Le notizie relative all’irregolarità dell’importazione degli animali e alla ditta slovacca, nonchè ai negozi di animali italiani coinvolti sono state comunicate al Ministero della Salute. Lo stesso Ministero avviserà, inoltre, le autorità Slovacche per gli opportuni provvedimenti.
In ultimo, secondo la Forestale ci sarebbe stato anche un secondo furgone partito dalla Slovacchia e diretto in Italia. Quest’ultimo, però, forse allertato dell’imprevista accoglienza al primo furgone avrebbe riparato in altro Stato, forse in Austria.
Le indagini avviate dal NIPAF del Comando Provinciale di Torino del Corpo Forestale dello Stato sono state coordinate dal NIRDA (Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali) di Roma, ed hanno coinvolto anche i Comandi Provinciali di Varese, Milano ed Alessandria. Inoltre, i Forestali si sono avvalsi della collaborazione della Polizia Stradale.
Intanto, i 32 cuccioli del sequestro di Vergiate sono stati affidati in custodia giudiziaria all’ENPA di Torino. Uno di questi è stato ricoverato presso una clinica veterinaria privata poichè affetto da parvovirosi, una grave forma virale che colpisce l’intestino. Per lui i veterinari hanno disposto una trasfusione di plasma. Tutti gli altri animali, invece, sono stati sottoposti a cure antibiotiche. Speriamo che possano farcela.
fonte: http://www.geapress.org/il-maltrattamento-e-la-sua-legge/cuccioli ... -
-
Inserito il: 19 Jun 2011 23:43
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 21812
Data di Iscrizione: Feb 2009 -
-
-
Inserito il: 20 Jun 2011 06:32
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 21812
Data di Iscrizione: Feb 2009 -
Tratto da: http://www.focus.it/Community/cs/forums/thread/248056.aspx :
“Voglio un cane di razza e in allevamento mi hanno chiesto 1200 euro, mentre in negozio costa 600, anche senza pedigree ma chi se ne importa, non mi interessa la carta e poi non voglio fare trecento chilometri per un cane e voglio spendere meno possibile”
Quante volte abbiamo sentito una frase simile a questa ?
Ecco i presupposti per il pollo perfetto da acchiappare alla prima “ fiera del cucciolo “ “ cucciolandia”, “amici cuccioli” e chi più ne ha, più ne metta.
Moltissime persone non hanno idea dell’orrore che si nasconde dietro al traffico dei cuccioli dell’est, le cosiddette “Puppy Mills” ( fattorie dei cuccioli).
La gente cerca il cane di razza al prezzo più basso, il più vicino possibile a casa propria, magari con la consegna a domicilio, come i pacchi postali.
Risparmiare all’inizio per spenderne più del doppio in veterinario, spesso senza la sopravvivenza del cucciolo.
Se sopravvivono, questi cuccioli saranno molto distanti morfologicamente e caratterialmente dalla razza a cui vi han detto che appartengono, questo perché manca anche il più banale controllo sui riproduttori per la selezione del carattere e della tipicità di razza, oltre al fatto importantissimo per avere un cane equilibrato, che essere tolti alla madre così precocemente, porta sempre immancabilmente a problemi di carattere del cane che ha subìto traumi affettivi gravi praticamente appena nato, rendendolo poi aggressivo, mordace, ingestibile da adulto.
Questi cuccioli nascono da genitori senza alcun controllo sanitario e caratteriale, i controlli per le patologie ereditarie di molte razze costano cari e in questi canifici ovviamente non si fanno.
Nessuno spende un cent per controllare le patologie cardiache, la displasia dell’anca, la atrofia progressiva della retina, la displasia del gomito, la funzionalità renale…………..sono tutti esami oltre i 100-150 euro di costo, e parliamo di canifici che si spacciano per grandi allevamenti con slogan del tipo………..”tutte le razze, tutto l’anno disponibilità immediata”, quindi immaginiamo se fanno questi controlli a 150 -200 cani che vivono in condizioni spesso igienicamente pietose, senza contare come vengono trattati nella vita di tutti i giorni.
Queste “ fabbriche di cuccioli” non sono solo estere, ma anche italiane: non allevano direttamente ma importano, questo non rende il tutto meno schifoso.
Le femmine nei canifici ( non ho altri termini per definire questi sedicenti allevamenti mille razze) vengono sfruttate fino all’ultimo respiro, nutrite con mangimi di qualità infima, e il calore di riposo dopo ogni gravidanza è un lusso che nessuno lascia a queste povere creature per rimettersi dalla fatica del parto e dell’allattamento : si va come alla catena di montaggio, spesso usando iniezioni di ormoni per provocare i calori continuamente, dato che in natura le femmine di cane sono fertili ogni sei mesi : troppo tempo per mantenerle a mangiare gratis, quindi ormoni, calori, gravidanze e cuccioli non stop.
I cuccioli vengono tolti alle madri verso i 30 giorni, dato che a 40 hanno quell’aspetto buffo e tenero che attira tanti genitori e bambini a queste orrende fiere, e poi bisogna calcolare il viaggio, la strada eccetera, quindi a 30 giorni via, in camion, che in una settimana al massimo bisogna essere in fiera dio sa dove, o in vetrina di qualche negozio.
Vengono pagati circa 10-15 euro l’uno, per poi essere rivenduti a 500-600 euro l’uno, con optional che ingolosiscono i più neofiti, la copertina colorata, il set collare e guinzaglio+ciotola in tinta…tutto fumo negli occhi, ma ci cascano in tanti.
Questi piccolini affronteranno due, tre giorni di viaggio ( debilitati, sfiniti, col 40/50 % di morti in viaggio già in preventivo tanto ci guadagnano lo stesso), lasciano la Romania, la Bulgaria, l’Ungheria, per arrivare alle fiere e ai negozi.
Nessuno di questi piccoli è vaccinato, perché prima di tutto, anche i vaccini costano e qui non si spende nulla altrimenti i prezzi salgono, e poi nessun vaccino si può inoculare prima dei 50 giorni semplicemente perché non ha senso clinico/immunologico, dato che fino a 45-50 giorni ci sono ancora in corpo gli anticorpi materni ricevuti con il latte di mamma.
Nessuno di loro quindi ha alcun tipo di difesa contro qualsiasi malattia, con conseguenze facilmente immaginabili.
Tutti quelli a cui dico queste cose, di solito spalancano gli occhi e dicono : ma io ci sono stato alla fiera, erano tutti sanissimi e saltellanti, tutti facevano le coccole e stavano benissimo!!
Certo, questo perché all’arrivo, a tutti i cuccioli viene fatta una iniezione che è un mix di gammaglobuline, antibiotici ad ampio spettro e spesso anche eccitanti, in modo da farli sembrare “ belli carichi”.
Ho detto proprio “sembrare” dato che l’effetto della puntura scompare entro i 3-4 giorni sucessivi alla fiera, e chi si è portato a casa uno di quei cuccioli, noterà che non è più bello carico come prima.
Spesso questo calo di energia fisica è l’inizio di un calvario che si conclude con la morte del cucciolo per i più svariati motivi, parvovirosi, cimurro, tosse dei canili, adenovirus, leptospirosi…………..e altre schifezze del genere.
Queste piccole vite si concludono al 30 % ( su quel 40-50% dei sopravvissuti al viaggio) con la morte del cucciolo tra le braccia di bambini e genitori disperati, con un veterinario generalmente furente contro un commerciante al sicuro chissà in quale altra città, dato che con l’acquisto era stata firmata una assurda fantomatica “garanzia” di 48 ore, quando per l’incubazione e la manifestazione della maggior parte delle malattie ci vogliono almeno 10-15 giorni.
Non tutti i cani dell’est provengono dai canifici di cui parlavo sopra, anzi, anche nell’est europeo ci sono fior di allevatori che mai si sognerebbero di vendere un loro cucciolo a questi delinquenti sfruttatori, anzi !!
Ma allora, come si fa a capire se sotto c’è la truffa ?
Cominciamo a NON prendere cani in negozio,o nei siti che si propongono la consegna tramite scelta da catalogo, tutta italia isole comprese, come se un cucciolo fosse un computer che si impacchetta e si spedisce a chiunque, mai fidarsi dell’allevatore che non mostra interesse prima a voi come persone e solo DOPO come possibili clienti.
Diffidate da chi bada a vendere e basta, non importa a chi, senza fare domande sulla vita che potete offrire al cucciolo, quante ore rimane solo in casa, chi avrà cura di lui, quanti siete in famiglia, se avete un giardino, se tutti in casa sono d’accordo con l’acquisto di un cucciolo….
Ci sono alcune regole da osservare e che vanno fatte rispettare a chi propone dei cuccioli.
Per legge i cuccioli non possono essere separati dalla madre prima dei 60 giorni, quindi se andate a scegliere un cucciolo, oltre a NON farlo MAI in un negozio, pretendete in modo categorico di vederela madre, è obbligatorio che i cuccioli rimangano accanto alla madre per un corretto imprinting intraspeficico, e se vedete che tentennano oppure vi mostrano una femmina chiaramente non in allattamento ( le mammelle gonfie non si possono non notare…..) salutate e cercate altrove.
Sempre per legge, tutti i cuccioli vanno ceduti con microchip già inserito : pretendete di vedere l’adesivo col numero di microchip nel libretto sanitario del cucciolo che DEVE essere dato in dotazione, se proprio vogliamo essere precisi, ogni allevatore dovrebbe avere lo scanner per la lettura dei microchip, altrimenti in una cucciolata di tutti neri, o tutti marrone, come fa a consegnare il cane scelto al cliente giusto??
Altro indizio anti truffa: nessun allevatore serio, ma proprio nessuno, riesce a seguire con tutti i crismi del caso più di tre, massimo quattro razze per volta, per cui in caso di……..” tutte le razze, tutto l’anno” o anche…”venti razze sempre disponibili, il rimanente su ordinazione”…non perdete neanche tempo ad informarvi oltre, perchè nessuna persona seria potrà dire in tutta onestà di conoscere tutte le caratteristiche di tutte le razze, e di avere la competenza, il tempo e la coscienza per allevare più di 3, massimo 4 razze diverse come si deve.
Altro particolare molto importante, sfatiamo un mito : il pedigree.
Non è, come molti credono, un documento di “nobiltà” di cui si fa anche a meno perché costa un sacco e tanto noi non faremo gare di nessun tipo.
Vi assicuro che un pedigree costa ad ogni allevatore, 14 euro e 50 cent per ogni cucciolo denunciato alla nascita, per cui quando vi propongono il cucciolo in vendita a 400 euro ma…………”se vuole il pedigree sono altri 300 euro”………… siete di fronte a un truffatore al cento per cento.
L’unico ente autorizzato a rilasciare pedigree in Italia è l’ENCI, Ente Nazionale Cinofilia Italiana.
Con i tempi burocratici del modello A ( denuncia di monta entro 25 giorni) e del modello B ( denuncia di nascita entro 90 giorni), un pedigree ci mette circa un anno ad arrivare, quindi non esiste un cucciolo italiano o estero con il pedigree già in dotazione, non esiste nel modo più assoluto.
Senza contare che i cani provenienti da altri paesi dove il rilascio del pedigree invece è immediato ( e ce ne sono parecchi che hanno sveltito la burocrazia rilasciando pedigree dopo 7-10 giorni dalla nascita), devono avere il pedigree timbrato con scritto “EXPORT PEDIGREE”, altrimenti è carta straccia.
L’ Italia ha tempi burocratici davvero eterni ma per i cani esteri che entrano nel nostro paese, bisogna fare in ogni caso la voltura già nel paese di origine ( la scritta EXPORT PEDIGREE sull’originale, appunto), quindi arrivare in italia, rispedire il pedigree all’ ENCI e attendere con santa pazienza la convalida italiana al timbro “export pedigree”….. tanto per capirci i tempi di attesa, io aspetto questo timbro da 15 mesi, per il nostro maschio da riproduzione preso in un allevamento estero……..
Per cui il pedigree bulgaro, ungherese, rumeno, pieno di campioni ( sta a vedere poi se è originale, spesso è un foglio bianco con dei nomi a caso scritti a macchina), deve avere prima di tutto un timbro del paese di origine del cucciolo, e poi un altro timbro di convalida italiano dell’ ENCI, timbro che solo l’ENCI può fare con dei tempi come avete visto molto comodi, senza quel timbro è CARTA STRACCIA, e vi hanno anche truffato 300 euro in più.
Il pedigree allora a cosa serve?
Serve a stabilire la storia genetica e sanitaria del vostro cucciolo, se i genitori erano campioni o meno poco importa, ma da quel pezzo di carta si vede da dove viene il cucciolo, se è figlio di cani sani, controllati per le patologie ossee, oculari, cardiache ( a seconda della razza, ogni razza ha il suo tallone di Achille), questo è veramente importante, se poi ci sono anche titoli di campionato tra i parenti tanto meglio, significa che la selezione ha dato i suoi frutti e avrete un gran bel cucciolo, sano ed equilibrato, ma prima di tutto la salute.
Pretendete in qualunque allevamento ( se italiano) di vedere il modello A e il modello B della cucciolata, la prova che il cucciolo è nato in italia ed è stato regolarmente denunciato all’ENCI, senza queste caratteristiche il vostro cucciolo NON è Italiano, ma di importazione, e in questo caso pretendete di vedere il timbro ENCI con scritto EXPORT PEDIGREE, altrimenti avete in mano un foglio di carta che vale zero.
Altra cosa importantissima, la divulgazione di queste notizie, che sono sulla bocca di tutti ma non abbastanza, visti i cuccioli ancora esposti alle fiere itineranti ovunque, e con la bella stagione anche di più, e perfino nei cataloghi on line pronta consegna isole comprese.
Se si riesce a divulgare la cultura cinofila, se si scoprono questi traffici, se nessuno mai più metterà piede alle fiere del cucciolo, cucciolandia, amico cucciolo ecc ecc, allora nessun cucciolo farà più il viaggio nei camion, come carne da macello, perché questa è la loro fine, per 50 cuccioli su 100, ricordatelo sempre, diffondete queste cose : più persone lo sanno, meno richieste di cuccioli nei negozi ci saranno, meno fiere, meno morti innocenti, meno schifo.
Credo che il dovere primario di ogni allevatore serio, sia la diffusione della cultura cinofila e la tutela dei cani, anche quelli non suoi, anche dei cuccioli che devono ancora nascere, perché non vadano incontro a un destino così INFAME.
Se queste mie parole contribuiranno a evitare la vendita anche di UN SOLO cucciolo dell’est, allora lo scopo mio e di molti altri come me, è raggiunto.
Se anche uno solo di voi legge queste cose e poi le dice a un amico, che passa parola ad un altro amico, che ne parla in casa, poi i ragazzi ne parlano a scuola, poi i genitori si parlano tra loro, e uno, due, dieci genitori diranno “no grazie, mio figlio non partecipa alla gita scolastica con visita alla fiera del cucciolo!!”…….allora lo scopo mio e di tanti altri allevatori è raggiunto.
Ma allora, direte voi, quanto costa un cucciolo sano, di razza, controllato e selezionato ?
Ne possiamo parlare alla prossima puntata, se vi va.
FINE
Ora sapete a cosa è dovuta la differenza dei prezzi. Nessuno vi regala niente quindi finché cercate una differenza di 100-200€ è giusto, un po’ di concorrenza non fa mai male e, soprattutto, fa bene alle nostre tasche! Ma se trovate una differenza del 40-50% o più vuol dire che qualcosa non va’! Ora sta a voi decidere se far continuare queste torture o meno.
Mi auguro che usiate soprattutto il cuore per i vostri futuri acquisti. -
-
Inserito il: 20 Jun 2011 06:34
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 21812
Data di Iscrizione: Feb 2009 -
**COSA SI INTENDE PER "PUPPY MILLS"? LEGGI QUI
Con questa pagina non vogliamo pubblicizzare nessun "allevamento", ci mancherebbe! Anzi, sconsigliamo vivamente l'acquisto di animali da chi vende "cuccioli di tutte le razze", da chi importa dai paesi dell'est europeo, da chi spedisce cuccioli come fossero pacchi postali o li vende esponendoli in vetrina, da chi smercia anche animali esotici e protetti. Nel contempo, non si intende accusare nessuno: quella che segue è semplicemente una lista di importatori/esportatori/commercianti di cuccioli di tutte le razze. Tali operatori sono reperibili come "fornitori di animali vivi" dalla rivista Hobby Zoo (rivista riservata agli operatori del settore - Editrice Olimpia) o da inserzioni sul web (es. Bacheka, Kijiji, Tiscali Animali, ecc) o tramite ricerche su Infoimprese e dai dati delle Camere di Commercio. In taluni casi si fa riferimento a casi di cronaca, riportando la rassegna stampa senza giudizi e commenti.
IMPORTANTE: E' bene sapere che un certo numero di allevatori, anche con affisso ENCI, importano cuccioli dall'est, li acquistano all'ingrosso o addirittura da privati tramite annunci "compro e vendo cuccioli di qualsiasi razza". Diffidate da qualsiasi allevatore che possa procurare cani di ogni razza. E' inoltre bene sapere che non esistono negozi "seri", anche se ben pubblicizzati, anche se segnalati da veterinari (spesso complici): i cuccioli venduti nei negozi, tralasciando gli aspetti etici, sono delle vere e proprie frodi in commercio. Il pedegree talvolta non viene mai consegnato, talvolta E' FALSO. Infatti molti negozi contattano allevatori chiedendo di acquistare pedegree. Si invitano pertanto gli allevatori SERI a segnalare questo tipo di proposte (non a questo sito, bensì alla Guardia di Finanza trattadosi di tentata frode in commercio).
http://randagismo.info/canifici/puppymills.php -
-
Inserito il: 20 Jun 2011 06:43
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 21812
Data di Iscrizione: Feb 2009 -
L’Orrore è in Vetrina. E’ Minuscolo e Scodinzola / Prima Parte
Metà novembre 2008, campagna intorno a Pecs (Ungheria). Notte.
Fa freddo, nel vecchio capannone di fianco alla cascina. Fa tanto freddo, ma quello che colpisce è l’odore. Dentro uno degli scatoloni di cartone, allineati sul pavimento sporco, una giovane mamma si lamenta piano. E’ sfinita, non solo per il recente, ennesimo parto, ma soprattutto perché ha avuto poco da mangiare. Non ha quasi più latte, e cerca di calmare leccandoli i tre piccoli che cercano disperatamente calore e nutrimento. Gli altri quattro hanno smesso di muoversi già da un po’, e stanno diventando rigidi. Tutto intorno, sotto il tetto di lamiera, si sente uggiolare sommessamente nel buio. La giovane mamma non è da sola, ce ne sono molte altre come lei.
Metà dicembre 2008, soggiorno di un appartamento signorile nel centro di una grande città del nord Italia. Pomeriggio.
La bambina saltella e ride felice, non sta più nella pelle. Conterà i giorni, da adesso. Il padre la guarda sorridendo, e la gioia per quello che vede gli fa dimenticare i dubbi e le preoccupazioni. Certo, sarà un impegno che coinvolgerà tutta la famiglia, pensa. E gli sembra già di sentire le lamentele della moglie, per il pelo sui tappeti, per qualche cosa di rosicchiato. Ma piacerà a tutti, ne è sicuro, e comunque basta guardare il modo in cui brillano gli occhi della piccola, per capire che ne vale la pena. Tra l’altro, ha concluso un ottimo affare: a quel bel negozio di animali sotto casa, quello dove tanti bambini spiaccicano il naso sulle vetrine per vedere meglio, arriveranno i cuccioli giusto per Natale. Quella razza così carina, non gli viene in mente il nome, quei batuffoli che si vedono anche nella pubblicità. Ne ha prenotato uno a quasi metà prezzo rispetto a quello dell’allevamento dove aveva telefonato prima, e che oltre che caro era pure scomodo da raggiungere perché ci voleva un’ora e mezza di macchina. Meglio di così.
22 dicembre 2008, zona dell’ex confine Italo-Sloveno, sull’altipiano del Carso, sopra Trieste. Prime luci dell’alba.
L’autostrada è semideserta, e l’autotreno corre veloce. L’uomo al volante, che quel viaggio lo ha fatto molte volte, pensa che è incredibile essere già in Italia. Poche ore ancora, e farà la consegna. Passare per Maribor e Ljubljana, in modo da evitare la Croazia, allunga un po’ il giro, in effetti. Ma la ricompensa per il tempo perso è l’assenza di frontiere, e di controlli doganali. Visto il carico che trasporta, è decisamente meglio così. Certo, le carte sanitarie e i documenti, a prima vista, potrebbero passare per buoni, ma una verifica approfondita farebbe venire fuori problemi seri. Soprattutto perché, durante l’ultima sosta, ha dato un’occhiata dentro il cassone, e si è reso conto che i guaiti e i lamenti sono molto calati di intensità. I tranquillanti hanno fatto effetto, sicuramente, però tra i mucchi pulsanti di esserini pelosi, ammassati in gabbie che riempiono fino al soffitto il gelido vano merci, tanti sono troppo immobili per essere semplicemente addormentati. Spiegare il motivo per cui sta trasportando decine di piccoli cadaveri sarebbe difficile. Scuotendo la testa, spera solamente che non siano più della metà come l’ultima volta. La sua percentuale calerebbe parecchio.
Vigilia di Natale, magazzino sul retro di un pet-shop, centro di una grande città del nord Italia. Mattina.
I due uomini sorridono soddisfatti. Uno indossa un camice, e ha appena finito di fare numerose iniezioni. Dosi massicce di gammaglobuline e cortisone, per lo più. E’ un veterinario, e procurarsi i farmaci per lui non è un problema. Guarda l’altro, che sta sistemando i cuccioli in vetrina. Ha fatto un buon lavoro, sono vispi e saltellano giocando tra loro. Saranno irresistibili, e per qualche giorno reggeranno tranquillamente. Peccato per quello, già pagato al trasportatore, che ha avuto la crisi di convulsioni e diarrea emorragica proprio l’ultima notte. D’altronde, a poco più di trenta giorni di vita, il sistema immunitario è quello che è. Ma pazienza, erano poche decine di euro, e comunque meglio che sia morto nella sua gabbietta sul retro. Fosse stato male mentre era in vetrina, avrebbe spruzzato sangue dappertutto. Con quelli che verranno venduti sarà comunque realizzato un guadagno esponenzialmente maggiore della spesa. Si congeda dall’altro uomo, che ha molto da fare. Oggi ne consegnerà parecchi, e incasserà tanto denaro. Tra gli altri, nel pomeriggio, ha appuntamento con un signore molto simpatico che ha una meravigliosa bambina bionda, e che vive lì vicino.
Fine dicembre 2008, una cameretta colorata di un appartamento signorile nel centro di una grande città del nord Italia. Sera.
La bambina sta gridando. Grida con tutte le sue forze, uno strillo lacerante interrotto solo a tratti dai singhiozzi. E’ sporca di sangue, come gran parte del pavimento vicino alla cuccia. I genitori cercano di calmarla, abbracciandola, ma sono molto scossi anche loro. Il cucciolo ha smesso da poco di contorcersi dal dolore, e di guaire forte. Adesso è fermo, e non respira più. Le violente scariche di vomito, e l’emorragia, almeno sono finite. Nei giorni precedenti, quando aveva cominciato a stare male, il veterinario del negozio di animali era irreperibile, così come il gestore. Chiuso per ferie. Nella clinica dove si erano precipitati erano stati effettuati esami, e somministrati farmaci. Stavano per portarcelo nuovamente la mattina dopo, per tentare un’ultima disperata terapia, ma ormai è troppo tardi. Sotto choc, la bambina passa lo sguardo, gli occhi sbarrati e spenti, dal corpicino ai suoi piedi alle luci intermittenti dell’albero di Natale nella stanza accanto. Il suo pianto si fa più debole, senza smettere, e assomiglia sempre di più al tenue lamento di una cagnolina sfinita, magra e tremante che sta in una scatola di cartone, mille chilometri più a est. Dove fa freddo. Tanto freddo.
Oggi.
Che cosa è l’orrore? Difficile dare una risposta. In un tempo come quello che stiamo attraversando, probabilmente ce n’è troppo, intorno a noi, perché sia possibile attribuirgli dei connotati definiti. L’orrore ha mille facce, mille volti spesso rassicuranti dietro i quali nasconde bassezze e abiezioni inimmaginabili. Per quello che può valere, cercheremo di svelarne almeno uno, di renderlo il più evidente possibile, nella speranza che la consapevolezza possa divenire uno strumento di difesa per coloro che potrebbero rischiare di incontrarlo.
Non si vede come sia possibile definire senza utilizzare termini come “orrore” e “crudeltà” un traffico di esseri viventi, nati da pochissimo, indifesi e deboli, la cui convenienza viene freddamente e vigliaccamente calcolata sui sentimenti e sulle emozioni della gente. Traffico che in gran parte dei casi vede come conclusione malattie terribili e morti atroci, di cuccioli troppo piccoli, e traumi psicologici pesanti, spesso subiti da bambini.
Storie spaventose, come quella che abbiamo raccontato, sono già successe, succedono, e succederanno, tante volte. Proviamo almeno a informare, a spiegare, a far conoscere. Se grazie a questo se ne potrà evitare anche una sola, ne sarà valsa la pena.
Segue…
http://www.mentecritica.net/lorrore-e-in-vetrina-e-minuscolo-e-sc ...
http://www.humanesociety.org/issues/puppy_mills/ -
-
Inserito il: 20 Jun 2011 06:45
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 21812
Data di Iscrizione: Feb 2009 -
Il traffico di cuccioli dai cosiddetti “canifici dell’est” è una prassi ormai datata, che prospera nelle pieghe di una normativa insufficiente e di sanzioni inadeguate. La facilità con cui è possibile falsificare documenti e autorizzazioni sanitarie, e la carenza di controlli del dopo-Schengen, fa sì che questo vergognoso mercato nero di piccole vite sia e rimanga ricco e fiorente. Ungheria, Romania e Polonia sono i “produttori” maggiori.
Il meccanismo è agghiacciante nella sua efficienza. Cani più o meno di razza, selezionati approssimativamente, vengono utilizzati come stalloni e fattrici, trascorrendo l’intera esistenza in gabbie, malnutriti e isolati. Le cagne vengono fatte partorire a ogni calore, fino allo sfinimento, e i cuccioli vengono prelevati a circa trenta giorni di vita, ossia non appena necessitano di essere svezzati. Questo comporterebbe un costo per i cagnari (impossibile definire “allevatori” individui del genere), quindi i piccoli – col sistema immunitario ancora pressoché inesistente – vengono inviati con sistemi di trasporto disumani, senza la minima cura igienico-sanitaria, ai centri di distribuzione italiani, che forniscono i negozi. Dove vengono somministrati farmaci “dopanti” che permettono un periodo di apparente vitalità, indispensabile per la vendita. Eventuali vaccini, prima dei due mesi, sono inefficaci. La percentuale di cagnolini che muoiono durante i viaggi è di circa il 50%, secondo l’Ordine dei veterinari di Milano. Il numero degli animali importati così è spaventoso. Quelli che sopravvivono, sono nel migliore dei casi traumatizzati emotivamente, e tanto provati fisicamente, da avere la quasi certezza di crescere con problemi comportamentali e di salute di difficile gestione. Molte altre volte, invece, sviluppano in brevissimo tempo patologie virali di estrema gravità, come il cimurro e la gastroenterite da parvovirus, e sono destinati a morire dopo agonie atroci – a casa degli acquirenti.
Sette anni fa, questa terribile esperienza è capitata a una giovane milanese, Simona Mosconi, che di professione fa l’avvocato, e che ha deciso di provare ad andare fino in fondo. Nel ringraziarla della disponibilità, e della collaborazione nella stesura di questo articolo, proviamo a farci spiegare da lei la situazione, e cosa è possibile fare se si rimane vittime di questi vergognosi raggiri.
Avvocato Mosconi, nel 2001 Lei ha avuto il merito di aver promosso la prima azione legale importante, raccogliendo decine di denunce, contro l’importazione e la vendita di cuccioli dall’est. Come è andata a finire in sede giudiziale?
“In effetti la forza di quella denuncia è stato il numero di persone coinvolte. A tutte era in sostanza accaduto di acquistare nello stesso negozio un cane garantito come italiano, che nell’arco di qualche giorno, nel caso migliore di qualche settimana, era deceduto. Di questi cagnolini la maggior parte era stata acquistata, dal negozio di Milano, in un allevamento di Reggio Emilia che aveva venduto i cani come cani di importazione avendone peraltro le autorizzazioni. Quello che spaventa è il margine di guadagno: cuccioli acquistati all’est a 20-40,00 euro dall’importatore-finto allevatore vengono venduti a 70,00-100,00 euro al negoziante, che li rivende a 700,00-1000,00 euro al cliente finale, noi. In quel caso avevamo ottenuto, proprio in virtù del gran numero dei casi un sequestro preventivo sanitario dell’esercizio commerciale che è una misura che l’ASL adotta obbligatoriamente ove riceva denunce e comunicazioni dai veterinari, o dai privati, del fatto che dallo stesso esercizio/allevamento provengono cagnolini con malattie virali, in quanto è proprio una misura igienico-sanitaria. Questo fu un gran risultato. Poi è iniziato il processo che dal 2001 si è concluso nel 2007, la sentenza è di assoluzione, per carenza di prove, ma non ho ancora visto le motivazioni. Senz’altro però tutto ciò è servito credo a far emergere il problema , la possibilità di portare avanti la denuncia, e di farne un processo penale.”
Ci sono stati riscontri a livello legislativo, oppure ci sono speranze di una “stretta” nei controlli e nelle regole per il futuro?
“Riscontri a livello legislativo proprio sul punto dell’importazione non mi risulta ve ne siano stati, senz’altro è cosa positiva che sia stato accertato che i cuccioli debbano viaggiare solo al compimento del terzo mese, anche se poi questo viene risolto falsificando la data di nascita sul libretto.”
Sono ancora numerosi i negozi, e soprattutto i siti internet, che vendono cuccioli “di tutte le razze”, con tempistiche di consegna troppo rapide per non alimentare dubbi sulla liceità della provenienza e sulla cura degli animali. E se ci sono, significa che il “business” è ancora attivo e profittevole. Possibile che non si riesca a intervenire? Come vede la situazione attuale?
“Purtroppo la situazione è quella di un mercato nero ancora vivissimo, e per di più facilitato dal diffondersi di Internet; a tale proposito sconsiglio vivamente l’acquisto on-line sul sito del presunto allevamento, o anche quelli di privati su subito.it o italypet, perché non vi è alcuna garanzia sulla provenienza del cucciolo e sull’identità del venditore. Il quale si approfitta dell’inesperienza dell’acquirente, e dell’effetto emotivo del “cucciolo in braccio”: in alcuni casi il cagnolino così venduto è stato portato a casa e nel giro di 24 ore è morto. Cellulare del venditore staccato, impossibilità di reperirlo.
Purtroppo so che anche nella categoria dei veterinari, che sono i migliori consulenti di tutta questa problematica perché la stanno denunciando da anni, vi è qualche “pecora nera” meno seria che timbra libretti sanitari senza avere neppure visto il cucciolo e questo ovviamente agevola il mercato clandestino.
Sto portando avanti numerosi casi individuali, di privati ai quali è capitato di acquistare un cucciolo tramite Internet, o in finti allevamenti, e sto ottenendo buoni risultati con l’azione civile, forse meno eclatante ma senz’altro più facilmente percorribile.”
Cosa è possibile fare, legalmente, se ci si ritrova in una situazione del genere?
“I mezzi che la legge mette a disposizione per difendersi e per difendere i cani da questa tratta vergognosa ci sono ma alcune volte sono poco efficaci.
Le vie sono due: quella civile e quella penale.
Civilmente si può agire soprattutto prima dell’acquisto utilizzando prudenza e attenzione. Sarebbe auspicabile che tutti acquistassero cuccioli in allevamenti che trattano uno o al massimo due razze, ma mi rendo conto che per ora è un’utopia…quindi vorrei che almeno i possibili acquirenti si tutelassero facendosi mettere per iscritto dall’allevatore o dal commerciante la provenienza esatta del cucciolo e una data orientativa per la consegna del pedigree e verificando l’eventuale attribuzione di un numero di microchip presso l’anagrafe. In ogni caso, leggendo bene le clausole del contratto di vendita. Se c’è un veterinario interno al negozio, o associato ad esso, bisogna farsi consegnare un certificato di buona salute scritto, firmato e timbrato. Se il cane fosse già stato acquistato e si fosse ammalato, inoltre, bisogna ricordare che non è valido alcun obbligo di portare il cane a un certo veterinario. Anche se si fosse firmato un contratto di acquisto che preveda clausole vessatorie di questo tipo, non hanno alcuna validità in caso di emergenza sanitaria.
Un’altra clausola o prassi a cui non soggiacere, è lasciare il cucciolo malato al negozio credendo alle assicurazioni del commerciante “che se ne curerà lui”.
Dopo l’acquisto, se il cane si ammala occorre immediatamente comunicarlo al negoziante mediante raccomandata A/R; inoltre bisogna farsi certificare dal proprio veterinario la causa della morte. E’ anche opportuno, se possibile, far fare al cane un prelievo di sangue al primo segno di malattia, e farlo conservare dal veterinario.
Se si agisce in questo modo e si conserva la documentazione ad hoc, sarà possibile agire civilmente ai sensi dell’art. 1496 cod. civ. per ottenere la restituzione dell’intera cifra o di parte della cifra spesa (questo dipende dall’entità della malattia), e comunque il risarcimento delle spese mediche che spesso sono molto alte.
L’azione penale è più “di impatto”, ma decisamente complessa soprattutto se si trova ad agire un singolo individuo. Può essere promossa sempre nei confronti del commerciante o dell’allevatore se si hanno sufficienti elementi per ipotizzare la truffa o la frode in commercio, laddove sia stata garantita la vendita di un cucciolo di provenienza da allevamento nazionale (quindi con prezzo elevato), mentre è stato consegnato un cucciolo importato. Certo anche in questo caso occorre avere prove documentali del dolo del venditore (difficile da dimostrare), e sperare che il Pubblico Ministero incaricato dell’indagine sia sensibile al problema.
Altro caso più semplice è la denuncia alla Guardia di Finanza del commerciante o allevatore che non rilasci attestazioni di valore fiscale del prezzo percepito.
Anche al pedigree si sta attribuendo un valore giuridico di gran rilievo: vi è giurisprudenza che identifica nel pedigree la carta d’identità del cane e quindi un elemento oggettivamente rilevante nella vendita, e vi sono sentenze per cui l’assenza del pedigree promesso significa che si è venduta una cosa diversa da quella promessa: un grave inadempimento, quindi, che comporta la restituzione di almeno il 50% del prezzo (in alcuni casi anche l’80%). A questo proposito ricordo che è stato truffato (o comunque vi è stata una violazione del contratto di vendita) anche chi ha avuto la fortuna di portarsi a casa un cucciolo sano, o con pochi problemi ma che crescendo si è rilevato ben lontano dallo standard della sua razza. Questo a volte sembra poco importante a chi non ha velleità espositive o riproduttive: ma un cane di simil-razza, o di quasi-razza, si può trovare anche al canile, per di più gratuitamente. Facendo, inoltre, un’ottima azione”
Si avvicina il periodo delle feste Natalizie, e tradizionalmente sarà un momento “a rischio”, in cui molte famiglie potrebbero scegliere di regalarsi un piccolo amico a quattro zampe. A parte i consigli legali, cosa si sente di dire ai nostri lettori, Lei che è stata vittima in prima persona di questi traffici, per evitare che si avverino nuovamente troppe storie terribili come quella che abbiamo raccontato?
“Come detto, la prima precauzione è proprio quella di informarsi bene prima di acquistare un cucciolo; si può telefonare anche per una chiacchierata ad un centro veterinario per farsi suggerire la razza più compatibile con le proprie esigenze e l’allevamento migliore per quella razza. Comunque non bisogna avvicinarsi all’acquisto del cane senza la consapevolezza di quello che si fa. La scelta peggiore è quella di andare a caso sulla razza e sul venditore magari pensando di acquistare un cucciolo italiano, con pedigree, a poche centinaia di euro… il mercato dei cagnolini ha una domanda e un’offerta come ogni altro mercato e vi sono in Italia ottimi allevamenti ai quali rivolgersi, ma che chiederanno – giustamente – un prezzo piuttosto elevato. Se non interessa il pedigree ci si può rivolgere a un veterinario, sanno sempre di qualche cucciolata.”
Grazie all’impegno delle associazioni animaliste, e di persone come l’avvocato Mosconi, si è cominciato a parlare del problema, con qualche timido passaggio sui mass-media. Purtroppo, una buona occasione è stata persa recentemente: un servizio, andato in onda nella trasmissione “Le Iene”, ha definito il traffico “nuovo” (va avanti da molti anni), parlato di “migliaia” di casi (sono decine di migliaia, come minimo), e soprattutto non ha reso chiaro che i cuccioli di razza nei negozi non-vanno-comprati-mai. Perché se sono in un negozio, non vengono da un buon allevamento. Al contrario, è stato fatto sembrare che ci siano negozi affidabili più di altri, che i canifici-lager dell’est non siano responsabili, e – dulcis in fundo – l’unico consiglio al pubblico è stato “assicuratevi che il cucciolo che acquistate sia svezzato”.
Bene che se ne parli, ma l’informazione fatta così rischia di essere più dannosa che altro. Appare chiaro che il metodo più efficace, l’unico, per colpire queste disumane attività è la prevenzione. Lo ripetiamo: nessun allevatore serio, coscienzioso, e amante della razza di cui si occupa (una, al massimo due), utilizza i pet-shop, i siti internet, o le cosiddette – e riprovevoli – “fiere del cucciolo” (che sono state a volte pubblicizzate anche sulle reti Mediaset, che combinazione), per vendere i cagnolini. Mai, nessuno.
E’ da luoghi e iniziative come quelli che passano le sventurate creature dell’est, luoghi che fanno da rete distributiva e commerciale agli spietati speculatori di cui abbiamo parlato. Più in generale, è proprio il commercio di animali vivi, nel momento in cui vengono trattati come oggetti su cui lucrare, che dovrebbe essere oggetto di riflessione etica e magari di azione legislativa. Esporre cuccioli in vetrina, a rotazione, come merce qualunque, è inqualificabile di per sé. Non esiste un modo più o meno accettabile di farlo. In particolare riflettendo sul cinico sfruttamento dell’emotività umana davanti ai proverbiali “batuffoli con gli occhioni”. E sapendo, almeno chi avrà letto queste righe, che molti di questi batuffoli sono dei condannati a morte.
“La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”
(Mohandas Karamchand Gandhi)
http://www.mentecritica.net/lorrore-e-in-vetrina-e-minuscolo-e-sc ... -
-
Inserito il: 20 Jun 2011 07:30
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 21812
Data di Iscrizione: Feb 2009 -
Traffico cuccioli: prima condanna a reclusione
10/06/2011
“Siamo molto soddisfatti per la prima condanna per traffico illecito di animali da compagnia, grazie alla Legge 201/2010 che dal dicembre scorso punisce chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, reiteratamente o tramite attività organizzate, introduce nel territorio nazionale animali da compagnia privi di sistemi per l'identificazione individuale e delle necessarie certificazioni sanitarie e non muniti, ove richiesto, di passaporto individuale”, commenta Ilaria Innocenti, responsabile LAV settore Cani e gatti.
Il Tribunale di Pistoia, infatti, ha condannato tre persone arrestate a febbraio, applicando per la prima volta quanto disposto dalla Legge n. 201 del 2010: A.C. e M.C., padre e figlio, hanno patteggiato rispettivamente 3 anni e 1 mese e 2 anni e 3 mesi di reclusione, mentre K.K, la donna ungherese che gestiva gli annunci su internet, ha patteggiato una pena di 2 anni e 8 mesi.
I tre furono arrestati alla conclusione dell’indagine denominata Kutya (che in ungherese vuol dire cane), ad opera del Corpo Forestale dello Stato di Pistoia e Prato e coordinata dalla Procura della Repubblica di Pistoia, nell’ambito della quale furono sequestrati 27 cuccioli importati illegalmente dall'Europa dell'Est, oltre a 175 documenti comprovanti la vendita degli animali, 130 passaporti ungheresi di cani e altro materiale fra cui documenti sanitari, cellulari, computer, medicinali veterinari, microchip e siringhe per il loro inserimento.
I cuccioli, fra cui carlini, akita, sharpei e labrador, venivano venduti online dai tre e spacciati per animali provenienti da un regolare allevamento, esistente però solo sulla carta. Si trattava in realtà di cani importati clandestinamente dall'Ungheria, spesso malati e privi di vaccinazione, tanto che molti erano morti dopo l'acquisto o erano stati salvati in extremis dagli ignari acquirenti.
“Il ruolo dei cittadini è fondamentale per stroncare questo traffico – prosegue Ilaria Innocenti della LAV –l’operazione che ha portato all’arresto dei tre, infatti, era iniziata proprio in seguito alla denuncia di alcune persone truffate nell'estate del 2010. E sono in corso altri procedimenti giudiziari per analoghi casi”.
“La stessa Legge 201/2010 rappresenta il risultato della volontà delle migliaia di cittadini, che ci hanno sostenuto nella battaglia contro questo vergognoso traffico sin dal novembre 2008, quando scendemmo in piazza con la campagna Rompiamo le scatole ai trafficanti di cuccioli, subito fatta propria con sensibilità dal Ministro degli Esteri Frattini e dal Sottosegretario alla Salute Martini”, conclude Ilaria Innocenti.
La LAV esprime, infine, il proprio plauso alla Procura della Repubblica di Prato, al Corpo Forestale dello Stato e alla Polizia provinciale di Pistoia e Prato, per l’importante ruolo svolto nella vicenda.
http://www.lav.it/index.php?id=1123 -
-
Inserito il: 20 Jun 2011 07:30
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 21812
Data di Iscrizione: Feb 2009 -
mercoledì 30 marzo 2011
Traffico di cuccioli dall'est, rinvio a giudizio per allevatori, negozianti e veterinari
29 marzo 2011 - L'organizzazione sventata nei mesi scorsi a Milano è stata rinviata a giudizio dal pubblico ministero Nicola Balice. Nove persone - tra allevatori, rivenditori e veterinari - trafficavano cuccioli di poche settimane trasportati in condizioni al limite della sopravvivenza dall'est Europa verso Milano e a Torino e reimmessi sul mercato nazionale come se fossero cani o gatti italiani regolarmente commercializzati.
In base a quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati importavano dalla Repubblica slovacca cuccioli di cane, ma anche gatti, munendosi di passaporti per animali compilati con dati falsi relativamente alla data di nascita degli animali, all'esecuzione delle vaccinazioni obbligatorie per la prevenzione della rabbia e alle condizioni di salute. Il tutto per lucrare sui prezzi differenti del mercato italiano rispetto a quello dell'est europeo e creando un «potenziale pericolo per la salute pubblica», si legge nei capi di imputazione, perché talvolta i cuccioli non erano stati sottoposti all'obbligatoria vaccinazione contro la rabbia.
L'organizzazione si sarebbe avvalsa di due veterinari. Il primo avrebbe iscritto in modo illegale i cuccioli all'anagrafe canina lombarda, omettendo di rilevare la loro effettiva età e le eventuali patologie di cui soffrivano; avrebbe somministrato il vaccino contro la rabbia pochi giorni dopo l'importazione, senza sapere se fossero già stati vaccinati come prevede la legge; e avrebbe consegnato senza prescrizione ai negozianti medicinali a uso umano e animale perché camuffassero le malattie dei cuccioli. Il secondo, oltre ai farmaci, avrebbe affidato a un allevatore torinese i microchip per l'identificazione dei cuccioli e formato libretti di vaccinazione con il suo timbro e la sua firma in bianco.
L' accusa, per tutti gli indagati, senza differenze, è di aver sottoposto «un numero imprecisato ma tuttavia rilevante di animali a sevizie e fatiche insopportabili», tra l'altro «sottoponendoli a trattamenti vaccinali ripetuti e somministrando medicinali al solo scopo di ritardare la scoperta di patologie in atto».
da AnmviOggi.it
http://amicoaquattrozampe.blogspot.com/2011/03/traffico-di-cuccio ... -
-
Inserito il: 20 Jun 2011 07:32
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 21812
Data di Iscrizione: Feb 2009 -
Tratta di cuccioli dall'est Europa
Tratta di cuccioli dall'est EuropaE’ notte fonda, a Udine. Fine di febbraio 2010. Nevica, temperature polari. Gli agenti dello Sco di Torino hanno individuato i corrieri. Hanno appena passato il confine, a Tarvisio. A fianco, i colleghi della Guardia forestale, pronti a intervenire. Le due auto station wagon con targa ungherese hanno appena passato il confine. Vengono bloccate, aperti i bagagliai. La luce delle torce illumina l’interno di grandi scatole di cartone. Decine di occhi li fissano spaventati, persi nel buio e nel freddo.
I cuccioli di bulldog, chihuahua, jack russell sono quasi a strati, uno sull’altro. «Momenti che non si dimenticano, può sembrare strano o un’esagerazione - racconta uno dei detective dello Sco, solitamente impegnati contro mafiosi o narcos d’alto bordo - ma eravamo anche un po’ commossi. Pochi minuti per agire, per portarli al sicuro. I veterinari ci avevano spiegato che i cani erano debolissimi e il freddo intenso avrebbe potuto ucciderli in pochi minuti».
Trecentotrenta animali, importati illegalmente da allevamenti dell’Est e destinati al mercato italiano ed europeo sono stati liberati e posti sotto sequestro dalla procura. Affidati a viarie cliniche veterinarie e già affidati - dicono i responsabili della squadra cinofila - a persone in grado di accudirli con amore. Un business da capogiro, secondo i calcoli delle associazioni animaliste, LAV ed ENPA, che hanno collaborato con gli inquirenti: 330 milioni di euro all’anno.
Il capo dello Sco, il vicequestore Marco Martino spiega: «Ventisette indagati in tutta Italia, ricostruiti ruoli e tecniche utilizzati dai vari soggetti, in Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia che guidavano le fila del traffico». Tra questi, una decina di veterinari. «Costoro avrebbero attestato falsamente l’età e lo stato di salute degli animali. Li dotavano anche del microchip, necessari per l’anagrafe dell’Asl».
I cuccioli vengono acquistati dagli importatori a prezzi ridicoli: 50, 70 euro. E poi rivenduti, soprattutto attraverso gli annunci su Internet anche a 1000 o 1500 euro.
Tipo: «Vendo cuccioli di tutte le razze...». Basterebbe questo, per sollevare i primi sospetti. Poi, il numero di un cellulare. Più raramente, i cagnolini finivano nelle vetrine dei negozi, dove i controlli della Forestale e delle altre istituzioni, dai Nas dei carabinieri alla polizia, sono più facili e frequenti. Ma in quattro esercizi del torinese sono stati sequestrati alcuni animali, provenienti dal mercato illegale dell’Est. La rete illegale (un importatore italiano riusciva a piazzare anche mille cani alla settimana) era in grado di falsificare i documenti e di ridurre al minimo il costo dei trasferimenti dei cuccioli, trasformati in merce da vendere, come se fossero oggetti, giocattoli animati.
Particolari sconcertanti. Le razze canine trattate come un vestito, o un gadget. Basta che un certo tipo di cane sia al centro di un film di successo, per innescare una corsa folle degli allevatori, per dare una risposta immediata alle richieste. E così vengono assemblati e prodotti, come in una catena di montaggio, centinaia di esemplari. Frutto di accoppiamenti tra animali viziati da tare genetiche o inadatti alla riproduzione. I compratori vengono allettati dai prezzi bassi, un terzo in meno del valore.
http://www.dogsitter.it/it/cani/attualita/tratta-di-cuccioli.html -
-
Inserito il: 20 Jun 2011 07:33
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 21812
Data di Iscrizione: Feb 2009 -
Attenzione alla truffa dei cani in regalo
Avvertimento a chi desidera un cane: non abboccate alla truffa che circola online. Si promettono cuccioli di razza, dotati di pedigree e provenienti dal Camerun a chi è disposto a pagare il biglietto aereo per permettere al cane di arrivare in Italia. Le bestiole di razza, di piccola taglia, come gli yorkshire o i chihuahua, possono costare fino a 2.500 euro. I cani verrebbero regalati - promette l'organizzazione malavitosa - in cambio del pagamento del loro trasporto aereo che per un volo Camerun-Italia costa dai 128 ai 300 euro.
ChihuahuaL'associazione animalista Aidaa avverte: "Sono quasi diecimila le segnalazioni che in questi mesi sono arrivate al nostro tribunale. Ovviamente i cani non esistono e dopo aver intascato i soldi del biglietto e in alcuni casi altri quattrini per fantomatiche visite veterinarie o per cambio della destinazione dell'aereo che trasporterebbe il cane i truffatori scompaiono facendo perdere ogni traccia".
Il presidente Aidaa, Lorenzo Croce, spiega che la truffa è semplice e collaudata allo stesso tempo: "Dapprima i truffatori mettono un annuncio civetta su uno dei tanti siti internet di pubblicazioni gratuite sostenendo di essere in grado di regalare cuccioli di cani di razza. Per poter adottare il cagnetto è però necessario pagare il biglietto aereo, migliaia di persone attratte da questa prospettiva cadono nel tranello e dopo aver versato i soldi attraverso gli sportelli money transfert inviandoli a un complice (quasi sempre la stessa persona che si trova in Camerun) attendono fiduciosi l'arrivo del cane, ma passati alcuni giorni ricevono una mail con la quale si comunica che l'animale non è arrivato in Italia ma si trova in quarantena in fantomatici centri veterinari che si troverebbero in Spagna, Germania, Svizzera ed Inghilterra e pertanto si chiedono allo sprovveduto amante degli animali altri quattrini per coprire le spese veterinarie e il successivo viaggio aereo da uno di questi Paesi verso l'Italia per una cifra che varia dai 250 ai 750 euro».
YorkshireSecondo le stime sulle segnalazioni giunte ad Aidaa il fenomeno ha interessato fino ad ora almeno 25.000 italiani (e molti non denunciano per vergogna o perché speranzosi di ricevere il cagnetto) mentre la cifra complessivamente truffata va dai 10 ai 15 milioni di euro. In alcuni casi, inoltre, in buona fede i truffati hanno inviato il numero della propria carta di credito dalla quale sono state prelevate cifre che superano abbondantemente i 5mila euro.
"La truffa dei cani del Camerun è un fenomeno scoperto e denunciato da Aidaa - ci dice Lorenzo Croce - che purtroppo con il passare del tempo assume sempre maggiore consistenza, pensiamo che i truffatori gestiscano il traffico direttamente da alcuni internet point situati a Milano, Torino, Brescia e Roma ma forse anche in altre città italiane e da quanto siamo riusciti a capire i soldi vengono inviati dai truffati direttamente in Camerun per poi rientrare in Italia direttamente attraverso il sistema dei money transfert, a gestire la truffa sarebbero cittadini africani e francesi. Stiamo raccogliendo migliaia di segnalazioni che presto gireremo sotto forma di dossier alla polizia postale perché intervenga a stroncare questa mega truffa. Invitiamo i truffati a rivolgersi alla polizia postale e ad inviarci informazioni all'indirizzo di posta elettronica canicamerun@libero.it»
A tutti i lettori del nostro sito rivolgiamo l'invito a segnalarci tutti gli annunci della nostra bacheca eventualmente messi da questi truffatori. Infatti, sebbene valutiamo tutti gli annunci prima della pubblicazione, non possiamo assicurare che non ci sfugga qualcosa. Vi ricordiamo che di fianco ad ogni annuncio si trova un'icona con la quale denunciare l'annuncio stesso.
http://www.dogsitter.it/it/cani/attualita/truffa-adozione-cani.html -
-
Inserito il: 20 Jun 2011 07:35
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 21812
Data di Iscrizione: Feb 2009 -
Bloccato traffico di cuccioli provenienti dall’Est
Una vera e propria banda organizzata nel traffico di cuccioli fra l’Europa dell’Est e l’Italia, i quali venivano trasportati illegalmente e venduti nel Belpaese. L’organizzazione è stata sgominata dopo tre mesi di intercettazioni e pedinamenti ed ha portato al sequestro di duecento cani di poche settimane. L’operazione è stata condotta in varie regioni italiane dagli agenti di nuclei Nirda e Nipaf della Forestale e dalla squadra mobile della Questura di Torino. A coordinare l’azione, invece, è stata la direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica della stessa città.
Il traffico illegale di animali, negli ultimi anni, è diventato fonte di lauti guadagni per la criminalità organizzata che, con questo giro di soldi, riesce a raggiungere cifre se non pari molto vicine a quelle portate dallo spaccio di stupefacenti. In più i rischi sono differenti ed è molto più complesso essere scoperti. Ecco perchè purtroppo questo problema rischia di espandersi ulteriormente nei prossimi anni. Nel caso di questa banda, poi, la rete di complici era piuttosto lunga. A cominciare da veterinari compiacenti, che fornivano certificati sanitari spesso falsi, per confermare agli acquirenti la provenienza e la buona salute del cucciolo. I cani arrivavano, quindi, in Italia quasi sempre con passaporti falsi e microchip identificativi non ancora funzionanti, che poi venivano sistemati non appena varcato il confine con lo Stivale. Gli allevamenti e i negozi dove venivano venduti si trovavano quasi tutti tra il Piemonte, la Lombardia e l’Emilia Romagna.
Al momento del blitz gli indagati, che sono almeno 27, tenevano in casa molte banconote, altri cuccioli e tutta la strumentazione necessaria a procedere con le falsificazioni dei documenti. Per questo le indagini si muovono su più fronti riguardo agli autori del fatto e spaziano fra il falso, la frode in commercio e il maltrattamento di animali. Si calcola che questo giro di affari abbia portato nelle tasche dei protagonisti, almeno duecentomila euro, ai danni di povere creature indifese.
http://www.tuttozampe.com/bloccato-traffico-di-cuccioli-dellest/4572/ -
-
Inserito il: 20 Jun 2011 07:38
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 21812
Data di Iscrizione: Feb 2009 -
una piccola precisazione: a quanto pare non se ne parla mai abbastanza.... chiunque di voi amichetti trova articoli, storie e altro.... si possono mettere gli articoli in questo topic... naturalmente chi vuole lasciare un commento... ben vengano
grassie
-
-
Inserito il: 20 Jun 2011 08:20
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 2744
Data di Iscrizione: May 2010 -
Micky hai già trovato molto te
Peccato che gli allevamenti e i negozianti e veterinari beccati non sia mai stato messo il nome -
-
Inserito il: 20 Jun 2011 10:13
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 460
Data di Iscrizione: Oct 2010 -
Non ho parole
-
-
Inserito il: 20 Jun 2011 10:24
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 1339
Data di Iscrizione: Aug 2009 -
Micky lavoro perfetto
L'unica precisazione che vorrei fare è che molte volte si parla di negozi che fanno questo tipo di traffico ma ,senza accusare nessuno spesso questo avviene quando il cane viene preso dalle famose "famiglie private" ....
Spesso chi acquista da famiglie private si sente fare il famoso discorso: Se vuole il pedigree il prezzo cambia....e se questi acquirenti nn hanno alle spalle anni di westy.it nn sanno il vero valore di questo documento ,quindi cadono nella trappola dei truffatori.
Il pedigree nn lo posso rilasciare se nn in maniera fasulla perchè l'accoppiamento dei genitori non è avvenuto in maniera lecita e sicuramente un genitore ne è sprovvisto.....
Grazie micky questo è un topic di grande valore per ognuno di noi -
-
Inserito il: 20 Jun 2011 14:06
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 21812
Data di Iscrizione: Feb 2009 -
http://randagismo.info/canifici/puppymills.php qui c'è una bella lista di "cagnari", magari non è aggiornata, ma tanti posti, molti di noi li hanno già sentiti nominare e magari visti o preso il proprio pelosetto.....
Ettorino.... benvenga la famiglia privata, ma se ti danno appuntamento sull'autostrada allora è meglio scappare a gambe levate....
non è una questione di pedigree o non pedigree... ma gli umani devono essere consapevoli che dietro la gabbietta di un negozio, c'è tanto orrore e tanta cattiveria.... noi siamo esserini viventi.....
(provocazione) anche perchè, animale per animale, andiamo a comprare un neonato bipede in negozio???? -
-
Inserito il: 20 Jun 2011 14:23
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 21812
Data di Iscrizione: Feb 2009 -
Un decalogo per evitare truffe e raggiri. «Anche i cittadini facciano la loro parte»
«Un traffico che rende quanto la droga»
L'allarme della Forestale: fenomeno in aumento, grosso business con pochi rischi. «Ma aumentano le denunce»
MILANO - Sono almeno 2 mila i cuccioli importati illegalmente dall'est che vengono scoperti ogni anno in Italia. Ma sono solo la punta di un iceberg di un fenomeno di proporzioni assai vaste e su cui ha messo gli occhi anche la criminalità organizzata. «E' un business dal grande potenziale economico - spiega Ugo Mereu, comandante del comando regionale di Milano del Corpo forestale dello Stato - e come tutte le attività illecite ad elevato valore aggiunto, e questa lo è se si considera che un cane acquistato a 50 euro in Ungheria viene poi rivenduto a 600 in Italia, solletica gli interessi delle grandi organizzazioni malavitose. E' un giro d'affari potenzialmente paragonabile a quello dello spaccio di stupefacenti, ma con in più il vantaggio di un rischio minimo». Basti pensare che per il traffico di animali oggi non si finisce in carcere e che le irregolarità sono comunque molto difficili da dimostrare. Per capire quanto sia redditizio, si deve considerare che solo una metà dei cuccioli importati di solito sopravvive: muoiono per denutrizione, per le difficili condizioni di trasporto, a volte si soffocano tra di loro negli angusti spazi delle gabbiette. «Ma i trafficanti - sottolinea ancora il comandante Mereu - non se ne preoccupano: quello che ricavano dalla vendita dei cuccioli superstiti è più che sufficiente per ripagarli del minimo sforzo compiuto».
NUMERI DA VERTIGINE - Il fenomeno è di proporzioni colossali. Basti pensare che l'importatore identificato dagli investigatori bresciani esegue trasporti a cadenza settimanale, introducendo in Italia almeno 50 cuccioli per volta. Le 30 perquisizioni e i 15 casi che hanno portato ad altrettanti deferimenti all'autorità giudiziaria sono il risultato dell'attività investigativa svolta su uno solo di questi trasporti. Se solo si ipotizzasse di moltiplicare questi numeri per le centinaia, o forse migliaia, di trafficanti che operano nel settore - e che sono sempre in aumento -, i risultati sono da vertigine. «Per fortuna però i nostri nuclei territoriali stanno riuscendo sempre più a contrastare il fenomeno - evidenzia Francesca Sapigni, vice questore aggiunto presso il comando di Milano - merito anche di una maggiore sensibilità da parte dei cittadini che hanno iniziato a denunciare gli episodi sospetti. Negli ultimi tre anni c'è stata una crescita esponenziale delle segnalazioni. A volte veniamo contattati dalle associazioni di tutela degli animali che operano sul territorio, ma sempre più spesso sono i comuni cittadini a denunciare illeciti e possibili violazioni. Ci chiamano anche per segnalare maltrattamenti a cui hanno assistito nel corso di trasmissioni televisive».
CONCORRENZA SLEALE - La Forestale ha un apposito nucleo investigativo, il Nirda, istituito due anni fa, per perseguire proprio i cosiddetti «reati in danno agli animali». Cristina Avanzo è la dirigente a capo di questa equipe specializzata che ha la propria sede centrale a Roma e distaccamenti in tutto il territorio nazionale. «Quello del traffico di cuccioli è un fenomeno internazionale - spiega - che ha ripercussioni molto forti sul settore. Un cane di razza costa mediamente attorno ai 1.200 euro; l'immissione sul mercato di animali venduti a meno della metà crea forme di concorrenza sleale che danneggiano gli allevatori seri». Anche gli acquirenti spesso hanno un ruolo in questo proliferare di traffici illeciti. Comprare animali sottobanco con il solo intento di risparmiare ma ben sapendo che qualcosa di irregolare ci deve essere equivale ad essere complici.
IL «DECALOGO» - La Forestale ha stilato un decalogo che permette anche a chi si trova per la prima volta alle prese con un cucciolo di agire correttamente e di avere gli strumenti per contrastare a posteriori eventuali truffe ben camuffate. «A spingere il mercato - dice ancora la dirigente del Nirda - è il desiderio di avere un cane di razza a un prezzo decisamente lontano da quello praticato dagli allevatori seri. Bisogna capire, però, che non si può commettere un reato solo per risparmiare. I canili, poi, sono pieni di cani sani, vaccinati e rigorosamente controllati che stanno solo aspettando di essere adottati. E anche se a volte si stenta a crederlo, molto spesso si tratta proprio di cani di razza». I controlli sono stati intensificati in questo periodo natalizio. «Un animale però non è un giocattolo - commenta in conclusione Cristina Avanzo -. Non può essere solo un regalo di Natale: quando si decide di accoglierlo in casa, questo è per tutta la vita».
Alessandro Sala
http://www.corriere.it/animali/09_dicembre_16/cuccioli-da-est-tra ... -
-
Inserito il: 20 Jun 2011 14:30
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 1261
Data di Iscrizione: Apr 2009 -
Micky ricerca come sempre preziosa
, ma che sgomento leggere il contenuto
..non che non sia consapevole
..ma vederlo così tutto assieme è un pugno nello stomaco! Comunque fondamentale conoscere, sapere per non sbagliare..bravo!
-
-
Inserito il: 20 Jun 2011 15:33
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 1339
Data di Iscrizione: Aug 2009 -
Micky io mi riferisco alle famiglie private (e sicuramente fra di loro ci sono anche le persone oneste )che ti fanno vedere il cucciolo a casa propria e magari ti fanno anche il caffè sapendo però dentro di loro di fare una cosa illecita perchè l'accoppiamento dei genitori nn è regolare e la mancanza di consegna di pedigree . La consegna sull'autostrada e' palese ,la consegna con il caffè fatto in casa e tante smancerie è fumo negli occhi per noi poveri acquirenti ingnoranti (io e i miei tati in primis) rapiti da due occhioni e un tartufone nero .
-
-
Inserito il: 20 Jun 2011 15:41
-
Utente Registrato
Utente OfflineMessaggi: 1077
Data di Iscrizione: Apr 2011 -
Grazie micky, per le notizie, sono 15 anni che non penso a prendere un cane e davvero non immaginavo che le cose stessero così. Una piccola cosa hai ottenuto con il tuo lavoro, non comprerò il mio prossimo westy in un negozio....
-